Esperto risponde

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Marco Pastorelli
Optometrista

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Chiara Pastorelli
Optometrista

 

 

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– Ho spesso mal di testa soprattutto quando lavoro al computer o studio può dipendere dalla vista?

Si certo. In questi casi è indispensabile eseguire un buon esame della vista per stabilire l’esatto difetto visivo.

– Utilizzando sempre lenti a contatto la mia miopia potrà ridursi?

No, non c’è prova scientifica che le lenti a contatto possano ridurre o rallentare i difetti visivi; di certo con le lenti a contatto ben gestite si può vedere molto meglio.

– Ho una scarsa lacrimazione posso utilizzare lo stesso lenti a contatto?

In questi casi non esistono regole certe anche se la scarsa lacrimazione (dislacrimia) suggerirebbe il non utilizzo.

Tuttavia un buon controllo della superficie oculare e il test lacrimale, risultano indispensabili per l’applicazione delle lenti a contatto da utilizzare in maniera sporadica.

– Luca Paolo chiede: Cos’è l’ipermetropia?

Avete difficoltà a vedere da vicino, mentre avete una buona percezione del lontano? Allora potreste essere ipermetropi. L’ipermetropia è un difetto visivo molto comune che a volte è confuso con la presbiopia, ma che ha cause molto differenti. E’ congenito, quindi presente dalla nascita e, se di modesta entità può non essere percepito sino all’età adulta. Infatti, nei gradi lievi e nelle persone giovani viene generalmente compensata dall’accomodazione. Con gli anni, la sollecitata attività accomodativa, può dare origine a bruciore degli occhi, pesantezza oculare, cefalea.

Quale é la causa dell’ipermetropia
L’occhio é “troppo corto” e i raggi luminosi non convergono nel punto corretto, ma dietro la retina e l’immagine risulta essere sfuocata. A volte l’ipermetropia può essere causata anche da una curvatura non idonea della cornea.

Come ci si accorge di essere ipermetropi
A causa del meccanismo dell’accomodazione, il muscolo ciliare non è completamente rilassato, dando a volte origine a mal di testa, bruciore, lacrimazione. Quando questo difetto é importante, l’ipermetropia può essere percepita sin dall’infanzia. Spesso è accompagnata da strabismo ed è consigliabile che venga corretta rapidamente.

Come viene corretta l’ipermetropia
L’ipermetropia si corregge grazie ad una lente convergente (convessa), che ha lo scopo di riportare l’immagine sulla retina. Le lenti per gli ipermetropi sono più spesse al centro che al bordo. La differenza di spessore é direttamente proporzionale alla correzione; con un’ipermetropia elevata, lo spessore della lente è maggiore.

– Maria chiede: Cos’è la miopia?

Avete problemi a vedere da lontano, mentre vedete bene da vicino? Allora potreste essere miopi. Gli oggetti lontani risultano tanto più sfuocati, quanto maggiore è l’entità del difetto visivo. Interessa più del 25% della popolazione mondiale e generalmente insorge nell’età scolare.

Quale é la causa della miopia
La miopia è causata da un occhio che si è sviluppato eccessivamente in lunghezza. L’occhio non può registrare correttamente la refrazione del fascio luminoso che giunge da lontano. L’immagine degli oggetti si forma prima della retina e di conseguenza risultano essere sfuocati. La miopia può anche essere causata da una curvatura eccessiva della cornea; in questo caso, i fasci luminosi convergono sulla retina con un angolo non corretto.

Come ci si accorge di essere miopi
Socchiudete gli occhi per vedere da lontano? Percepite i cartelli segnaletici all’ultimo momento? Segno della miopia è quando avete difficoltà a vedere chiaramente da lontano. Gli occhi sono spesso stanchi, anche durante la guida e possono insorgere cefalee.

Come si corregge la miopia
La miopia si compensa grazie ad una lente divergente (concava). Questa riporta l’immagine sulla retina e restituisce una buona visione per lontano. Più la miopia é elevata, più le lenti sono spesse al bordo e pesanti, tanto da pregiudicare l’estetica e il comfort. Oggi però esistono lenti molto più performanti, con un ottima qualità ottica e un gradevole risultato estetico.

Quando appare la miopia
La miopia deriva da una probabile predisposizione. In caso di miopia acquisita, essa risulta spesso evidenziata nell’età scolare, quando i ragazzini lamentano una cattiva visione alla lavagna. Il suo grado aumenta con l’aumentare delle dimensioni corporee. Al termine dello sviluppo, normalmente anche la miopia arresta la propria evoluzione. La miopia congenita, invece, è già presente alla nascita e viene accertata nei primissimi anni di vita.

– Cheratocono

E’ una malattia non infiammatoria della cornea che induce una sua deformazione (una protrusione, come un cono che cresce) e comporta un peggioramento della vista che può divenire anche molto importante. La collaborazione tra Oftalmologo e Applicatore in questa situazione è imprescindibile in quanto la Lente a Contatto, spesso, è l’unico mezzo correttivo efficace soprattutto nei casi più avanzati, per riportare la visione a buoni livelli (spesso anche i 10/10).

– Lenti a contatto ad uso permanente.

Sono da sempre il sogno dei portatori pigri… che vorrebbero non avere l’incombenza di rimuoverle prima di dormire. A metà degli anni ’80 era molto in voga una lente che si diceva potesse essere utilizzata fino a 30 giorni e 30 notti anche consecutivamente. Purtroppo però era troppo presto, non erano ancora disponibili materiali ad alta permeabilità all’ossigeno e per questo sono nati problemi (anche importanti) che hanno indotto un po’ alla volta all’abbandono del prodotto. Oggi i materiali delle lenti permettono l’arrivo alla cornea di una quantità di ossigeno molto superiore anche alla necessità, ma gli applicatori sono molto cauti e, solo in casi e problemi selezionati, ne permettono l’uso con estrema attenzione e per pochi giorni consecutivi.

– Annebbiamento serale dopo il lavoro.

Capita spesso che molti lamentino, dopo il lavoro intenso da vicino (scrivania, computer, tablet…), una visione peggiore o una successiva lentezza nella messa a fuoco nella visione per distanza. Spesso la causa di questo problema, dopo il controllo optometrico, si evidenzia essere l’eccesso di sforzo al punto prossimo: un po’ come se l’occhio non fosse più in grado di rilassarsi con rapidità dopo lo sforzo. Frequentemente, anche se questo non vale certamente per tutti i casi e solo un controllo scrupoloso può definirlo, un aiuto ottico calcolato e specifico può riequilibrare il sistema riducendo questo sforzo e permettendo al sistema ottico di non andare in difficoltà. Ma la chiave è certamente un esame optometrico.

– Trattamento BlueControl per occhiali: a cosa serve?

Ogni giorno abbiamo una lato livello di asposizione ai raggi UV e alla luce blu contenuti nella luce, ma pochi sono a conoscenza dei potenziali pericoli di queste basse frequenze dello spettro visivo. I dispositivi digitali(smartphone, tablet…) e le lampade a LED, sempre più diffuse, sono le principali fonti di emissione di questo tipo di luce che pare sia in grado, addirittura, di alterare il ciclo del sonno e, a lungo termine, portare danni alle cellule della retina. Due persone su tre affermano che gli schermi digitali richiedono uno sforzo maggiore per una visione nitida e tre su quattro soffrono di affaticamento visivo a causa del tempo che trascorrono davanti agli schermi.

Come migliorare? Proteggere la propria vista con lenti equipaggiate con il trattamento specifico BlueControl può ridurre notevolmente questi rischi grazie all’elevata selettività e all’effetto barriera contro la parte nociva della luce.

– Quanto tempo necessita per adattarsi alle lenti multifocali?

Da quando queste lenti sono nate alla fine degli anni ’50 la tecnologia ha molto aiutato i progettisti e la diffusione, grazie al continuo miglioramento della qualità, ha allargato enormemente il numero di portatori. Oggi la lente a focale variabile è un sistema di equipaggiamento ottico di sicuro successo che soddisfa oltre il 95% di chi lo adotta. La comodità è indubbia: un unico paio di lenti per tutte le distanze senza la dover cambiare occhiali a seconda della distanza. Per ottenere questo, la lente è lavorata in modo tale da variare la messa a fuoco e permettere di vedere nitidamente da vicino e lontano, ma anche alla distanza intermedia (computer, vetrine… ecc.)

I tempi di adattamento sono variabili perché ogni persona ha la propria capacità di abituarsi alle novità; vi sono persone che li utilizzano da subito con disinvoltura, quelle che richiedono qualche giorno per utilizzarne al meglio le caratteristiche, alcuni casi più sensibili hanno bisogno di un po’ più di assistenza e attenzione. Non si può fissare un tempo “standard” ma, tutto sommato, possiamo considerare le 2/3 settimane un tempo ragionevole entro il quale il neo portatore riesce a sfruttare al meglio le caratteristiche di questa utile tecnologia.